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In Italia diminuiscono i bambini in sovrappeso e quelli obesi, ma persistono cattive abitudini alimentari. I risultati del progetto Okkio alla salute del Ministero

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La dieta bilanciata è uno degli obiettivi più difficili da ottenere a tavola con i bambini

In Italia, i bambini obesi e in sovrappeso sono diminuiti del 13%, in meno di dieci anni. È questo l’ultimo dato rilevato dal Sistema di sorveglianza Okkio alla salute, promosso dal Ministero della salute/Ccm (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie), coordinato dall’Istituto superiore di sanità. I dati sono stati raccolti su un campione di 48.946 bambini di 8-9 anni e 48.464 genitori, rappresentativo di tutte le regioni italiane. Nonostante la lenta diminuzione del fenomeno, l’Italia rimane una tra le nazioni con il più alto tasso di bambini in sovrappeso e obesi, come dimostra la Cosi (Childhood obesity surveillance initiative), iniziativa internazionale a cui partecipano più di 30 paesi europei.

“L’obesità è diventata uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia. Nonostante il miglioramento registrato dagli ultimi dati restano forti differenze geografiche tra Nord e Sud, a discapito di quest’ultimo” – dichiara Walter Ricciardi, presidente dell’Iss – “Serve lavorare sull’educazione. Il 40% dei genitori con figli sovrappeso è convinto che abbiano un peso nella norma”

La rilevazione 2016 ha confermato i dati precedenti relativi alla grande diffusione tra i bambini di abitudini alimentari errate, seppure sia aumentato il consumo di frutta e/o verdura e diminuito quello di bevande zuccherate e/o gassate. “In Italia l’8% dei piccoli salta la prima colazione e il 33% la fa in modo inadeguato, cioè sbilanciata in termini di carboidrati e proteine condizionando negativamente l’equilibrio calorico del resto dei pasti”, spiega Angela Spinelli del Centro nazionale prevenzione delle malattie e promozione della salute, che sottolinea anche come sia proprio la dieta bilanciata uno degli obiettivi più difficili da ottenere a tavola con i bambini.

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I bambini trascorrono troppe ore al giorno davanti allo schermo del computer o del televisore

Altra nota negativa riguarda l’attività fisica. Il 23,5% dei bambini svolge giochi di movimento non più di un giorno alla settimana, il 33,8% svolge attività fisica strutturata con la stessa frequenza. Inoltre, solo un bambino su quattro si reca a scuola a piedi o in bicicletta. Prevale dunque la sedentarietà. Complice l’uso scorretto della tecnologia: troppe ore al giorno trascorse davanti ai televisori, tablet e cellulari.

L’obesità rappresenta un importante fattore di rischio di malattie croniche e, se presente in età pediatrica, si associa ad una più precoce insorgenza di patologie tipiche dell’età adulta. E quindi necessario un intervento urgente e incisivo per contrastare il fenomeno. Tutte le Regioni sono impegnate nella realizzazione del Piano nazionale della prevenzione (Pnp) 2014-2018 che, secondo l’approccio del programma “Guadagnare salute”, interviene attraverso strategie di popolazione. Particolarmente importante è il ruolo della scuola che dovrebbe supportare e stimolare comportamenti salutari, coinvolgendo le famiglie e l’intera comunità scolastica.

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  Clara Gasparri

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