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Il Parlamento europeo contro nuove autorizzazioni all’importazione di mais geneticamente modificato. Contestato il parere favorevole della Commissione Ue

Il Parlamento europeo con una risoluzione si è schierato contro all’autorizzazione di nuovi mais OGM

In una risoluzione approvata il 5 aprile con 426 voti a favore, 230 contrari e 38 astensioni, il Parlamento europeo si è opposto alla possibilità che la Commissione Ue autorizzi l’importazione di cibo e sementi derivanti o contenenti alcuni tipi di mais geneticamente modificato, resistente agli erbicidi a base di glufosinato ammonio e di glifosato e a determinate specie di lepidotteri e di coleotteri nocivi.

Gli eurodeputati hanno evidenziato la mancanza di dati relativi alle numerose sottocombinazioni delle varietà di mais di cui è stata richiesta l’autorizzazione da parte di Syngenta e hanno ribadito la richiesta di una riforma della procedura Ue di autorizzazione per gli OGM. Secondo la procedura attuale l’obiezione del Parlamento non è vincolante per la Commissione, che può non tenerne conto, come avvenuto in passato. Infatti, la Commissione Ue può decidere in autonomia, quando le diverse posizioni degli Stati membri non consentono di raggiungere la maggioranza qualificata, e rimprovera agli Stati di scaricare sempre ogni responsabilità sulla Commissione. Quando viene concessa l’autorizzazione, c’è la possibilità per i singoli membri di vietare la coltivazione degli Ogm sul proprio territorio, come hanno scelto di fare diversi Paesi, tra cui l’Italia.

mais
Secondo la risoluzione, mancano studi di sicurezza sia per la salute dell’uomo che per impatto ambientale

La risoluzione sottolinea che “durante il periodo di consultazione di tre mesi gli Stati membri hanno presentato centinaia di osservazioni riferite, tra l’altro, alla mancanza di informazioni e di dati, studi mal eseguiti o assenti, alla mancanza delle prove ai fini dell’esclusione di determinate vie di esposizione, all’insufficienza della base dati, ad esempio per quanto riguarda la digeribilità, alla mancata considerazione degli effetti combinati delle diverse proteine della tossina Bt nel valutare il potenziale di allergenicità e tossicità, a carenze per quanto riguarda il disegno sperimentale delle prove di campo e l’analisi statistica, alla mancanza di relazioni sui risultati delle attività di monitoraggio, alla mancata dimostrazione che il prodotto non ha effetti negativi sull’ambiente, alla mancata valutazione ulteriore delle differenze statisticamente significative, ad esempio nella composizione nutrizionale, e alla mancata effettuazione di prove immunologiche in riferimento a un potenziale allergenico potenzialmente più elevato”.

Nonostante ciò, il 26 agosto 2016 l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha espresso parere favorevole alle domande di autorizzazione, accludendo anche il parere di minoranza espresso da Jean-Michel Wal, membro del gruppo di esperti OGM dell’Efsa. I deputati sottolineano come il parere dell’Efsa “riconosce che non sono stati presentati dati specifici sulle 20 sottocombinazioni, molte di queste non sono state ancora create e l’esame della letteratura specialistica non ha permesso di recuperare informazioni scientifiche su tali combinazioni”.

OGM
Secondo un parere, Syngenta non ha presentato giustificazioni adeguate a spiegare la mancanza dei dati di sicurezza

Nel parere di minoranza, si sottolinea che il proponente, cioè Syngenta, “non ha addotto giustificazioni soddisfacenti per spiegare la mancanza di tali dati e/o i motivi per i quali abbia ritenuto che non siano necessari ai fini della valutazione del rischio. Questo motivo riveste la massima importanza – afferma la risoluzione – ed è alla base della formulazione di un parere di minoranza, poiché non vi possono essere due tipi di valutazione del rischio, una di portata più ampia basata su una serie completa di dati e un’altra per la quale non sono disponibili dati specifici”. Oltre alla questione di principio, la risoluzione afferma che in questo caso “ciò può generare un rischio incontrollato per la salute di alcuni segmenti di popolazione”. Nonostante ciò, osserva la risoluzione dell’europarlamento, “l’Efsa conclude che tutte le 20 sottocombinazioni dovrebbero essere tanto sicure quanto l’ibrido di granturco a cinque eventi”.

Il Parlamento europeo ritiene che “approvare varietà per le quali non siano stati forniti dati sulla sicurezza, che non siano neppure state sottoposte a test, o non siano ancora state create, contravvenga ai principi generali della legislazione alimentare”, e per questo chiede alla Commissione Ue di ritirare il suo progetto di autorizzare l’immissione in commercio di queste varietà di granoturco geneticamente modificato.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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2 Commenti

  1. La rappresentanza del popolo europeo, il Parlamento, contro i nominati rappresentanti dei governi nazionali (Commissioni ed Agenzie) in conflitto tra loro.
    Quali delle due istituzioni rappresentative è in evidente ed aperto conflitto d’interesse?
    A mio parere la prima, in quanto cerca di rappresentare quando e come può, gli interessi delle popolazioni europee, contro interessi altri e diversi, economici, lobbistici, nazionalistici, forse anche privati ecc..

  2. L’Europa si sta disgregando.
    E’ stata una bella idea ma ora multinazionali banche e lobby varie condizionano le scelte di chi ci dirige a scapito del Popolo. Ma noi dobbiamo solo subire? Ci vorrebbe una rivoluzione…