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Obama a Milano: “Possiamo vincere la sfida sul cibo”. L’ex presidente in prima fila per la salvaguardia dell’ambiente e la sicurezza alimentare

2500 persone hanno ascoltato l’ex presidente degli Stati Uniti Barak Obama alla Fiera di Milano Rho

Un clima di curiosità e fiducia si respirava ieri tra le 2500 persone giunte nel capannone della Fiera di Milano Rho per l’incontro con l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Sul palco lungo almeno 30 metri, si trova una grande scritta. A sinistra c’è il leggio per la prima parte del discorso, mentre al centro sono posizionate due poltroncine destinate al dialogo-intervista fra l’ex presidente e il suo ex cuoco di origine italiana Sam Kass.

Obama nel discorso introduttivo di dieci minuti e nell’intervista ha parlato di fame nel mondo, di sicurezza alimentare, di cambiamenti climatici causa di povertà,  di immigrazione, siccità e della preoccupazione che ha il mondo scientifico  verso questi problemi. Ha parlato molto della dieta scorretta degli americani e dei problemi di salute collegati all’obesità. Ha citato più volte la moglie Michelle, l’orto allestito alla Casa Bianca e il lavoro di educazione  alimentare avviato con la campagna Let’s move. Ha detto che non è vegetariano, ma che bisogna cambiare stile di vita, perché gli americani mangiano troppo e male  e lo spreco è esagerato. In un momento del dialogo che a volte ha assunto un tono informale,  ha anche detto che sua figlia ha un’intolleranza al burro di arachide. Obama non ha raccontato cose nuove. Ha fatto un bel discorso con il carisma che lo contraddistingue focalizzando l’attenzione  su concetti ben noti agli addetti ai lavori. La cosa importante dell’evento è stato sentire un ex presidente degli Stati Uniti che porta avanti un discorso sulla sicurezza alimentare, sulla qualità dei prodotti e sui cambiamenti climatici come farebbe un esperto. L’ex presidente ha detto che bisogna riconsiderare il modello alimentare, ma non ha parlato delle multinazionali del cibo che spingono ancora  su cibi troppo dolci salati e ricchi di grassi anche se diverse marche stanno riconsiderando i nuovi prodotti in chiave salutistica.

Michelle Obama ha promosso negli Stati Uniti la campagna di educazione Let’s move

Il fatto che un grande personaggio catalizzi l’attenzione su questi aspetti, non vuol dire che le cose cambieranno presto, ma serve a scuotere le coscienze e forse a influenzare le scelte dell’industria e delle multinazionali. Obama si è mostrato fiducioso ha detto che come la scienza e la tecnologia aiutano hanno contribuito a trovare  fonti energetiche alternative puntando sulle rinnovabili, così i giovani e l’innovazione possono contribuire a risolvere i problemi di sicurezza del cibo e del fabbisogno  di calorie riducendo gli sprechi. L’intervento di Obama ricorda, con i dovuti distinguo, la bellissima enciclica sull’ambiente di Papa Francesco “Laudato si” del 2015, che propone tesi e posizioni vicine a quelle delle associazioni ambientaliste. Anche in quel caso il mondo non è cambiato il giorno dopo ma è stato lanciato un segnale importante.

P.S. In sala erano presenti centinaia di giornalisti accreditati che non hanno pagato i 200 euro richiesti per partecipare all’incontro.

 

  Roberto La Pira

Roberto La Pira

Giornalista; dr in Scienze delle preparazioni alimentari

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5 Commenti

  1. Quale è stato il cachet per l’ex presidente e quali introiti guadagnerà per questa sua campagna commerciale? Ma soprattutto: tutte queste sue fantastiche idee innovative perchè non le ha spese durante il suo incarico presidenziale…anzichè sganciare bombe in medio oriente?

  2. Proprio lui dovrebbe parlare di buon cibo? Strapagato per queste sue conferenze che sono una farsa?
    E’ proprio una presa per i fondelli..proprio lui che quando era presidente ha fatto di tutto per spingere l’approvazione del TTIP in Europa, dannosissimo a tutti i livelli, soprattutto per il cibo, con polli al cloro, ogm e porcherie varie che dovevano provenire dagli Stati Uniti…
    Questa gente non bisognerebbe neanche ascoltarla e, quello che mi fa più ribrezzo sono tutti i giornali in coro che enfatizzano Obama come il promotore del buon cibo…ma fatemi il piacere!!!!!

  3. Veramente l’obolo da versare per partecipare era di 800 euro e non 200, poi in quanti lo abbiano pagato non si sà, cosi come non si sà a quanto ammonti il cachet di Obama per questo show europeo, si parla comunque di un paio di milioni di euro.
    Se cominciasse a devolvere il suo cachet in beneficenza comincerebbe ad avere un minimo di credibilità dopo i disastri combinati da presidente, proprio nei paesi più disagiati.

    • Roberto La Pira

      Veramente la richiesta era di 200 euro (così era scritto in una lettera giunta in redazione dall’organizzazione) salvo poi aggiungere che per i giornalisti accreditati l’ingresso era gratuito. Poi se per certe posizioni privilegiate sia stato chiesto 800 è possibile.

    • Probabilmente sono state proposte tariffe diverse a seconda del profilo dell’ospite.
      Poi negli ultimi due giorni c’è stato un tentativo di riempire la sala (che comunque non era piena) con un crollo delle tariffe fino alla gratuità.