Home / Controlli e Frodi / ‘Mucca pazza’, l’Istituto zooprofilattico di Torino è il nuovo laboratorio europeo di riferimento per le encafalopatie spongiformi trasmissibili. Dopo la Brexit, il Comitato veterinario dell’Ue sceglie l’Italia

‘Mucca pazza’, l’Istituto zooprofilattico di Torino è il nuovo laboratorio europeo di riferimento per le encafalopatie spongiformi trasmissibili. Dopo la Brexit, il Comitato veterinario dell’Ue sceglie l’Italia

Sarà Torino il nuovo centro europeo per le encefalopatie spongiformi, patologie degenerative del sistema nervoso trasmissibili per via alimentare, tra le quali figura il famigerato morbo della ‘mucca pazza’ (Bse). Lo ha deciso il Comitato veterinario permanente dell’Unione europea, che ha designato il consorzio costituito dall’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta e dall’Istituto superiore di sanità come nuovo Laboratorio europeo di riferimento per le encefalopatie spongiformi trasmissibili – malattie neurodegenerative (Eurl Tse).

L’approdo del centro di riferimento per le Tse a Torino è uno dei tanti spostamenti di Istituzioni europee dopo la Brexit. Il laboratorio si trovava, infatti, nella città di Weybridge nel Regno Unito. Secondo la Ministra della salute Lorenzin, la scelta del capoluogo piemontese “ripaga l’Italia del lavoro e degli sforzi compiuti negli ultimi anni nel campo della ricerca e del controllo della Bse”.

L’Istituto zooprofilattico del Piemonte era infatti già sede del Centro di referenza nazionale per lo studio e le ricerche sulle encefalopatie animali e neuropatologie comparate (Cea), che dal 2001 si occupa della sorveglianza sul territorio nazionale e della diagnosi dei casi di ‘mucca pazza’ e dell’analogo ovi-caprino, lo Scrapie.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. …spero che ciò non significhi sacrificare altri animali alla ricerca, altrimenti sarebbe un ben triste primato, oltre che inutile

  2. Cara Tiziana ,
    Potremmo proporre di utilizzare gli umani per la ricerca oppure chiudere tutti i centri di ricerca e sperare che non ci servano mai medicine .
    Sarebbe ora di cominciare a conoscere un po di scienza oppure di fare scelte di vita che siano coerenti con le proprie idee e quindi per esempio isolarsi dal mondo per non incorrere in malattie e usare medicine che potrebbero essere state testate su animali.
    Come sempre è una questione di scelte , ma smettiamo di denigrare scienziati che con il loro lavoro ci permettono di vivere più sani dei nostri predecessori.