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Mangiare poco o male: 1 persona su 3 soffre di malnutrizione. Fame cronica, obesità e mancanza di nutrienti sono collegati alla povertà

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La malnutrizione comprende la fame cronica dovuta alla povertà

Una persona su tre soffre di una delle possibili forme di malnutrizione, con costi economici sulla salute pubblica e lo sviluppo economico stimati attorno ai 3.500 miliardi di dollari l’anno. Oggi circa 800 milioni di persone soffrono la fame cronica, nel senso che non sono nelle condizioni di consumare regolarmente cibo in quantità sufficiente per condurre e mantenere una vita sana e attiva. Ma la malnutrizione va oltre e include la mancanza di micronutrienti, il sovrappeso e l’obesità. Diete povere sono collegate a una varietà di problemi di salute e possono favorire la povertà e ostacolare lo sviluppo economico.

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Una dieta bilanciata spesso non è accessibile alla parte più povera della popolazione: rischio di carenze e obesità

Oltre due miliardi di persone nel mondo seguono una dieta che manca di micronutrienti e si stima che 150 milioni di bambini sotto i 5 anni di età siano affetti da rachitismo a causa di regimi alimentari inadeguati. Allo stesso tempo 1,9 miliardi di persone sono sovrappeso e circa 600 milioni sono obesi. Come sottolinea la Fao, che su questi temi ha organizzato un Simposio internazionale a Roma all’inizio di dicembre insieme all’Organizzazione mondiale della sanità, le sfide poste dalla nutrizione sono complesse e spesso sovrapposte tra loro: persone nelle stesse comunità possono soffrire fame, mancanza di micronutrienti e obesità, oltre ad altre problematiche. Secondo il Direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, nessun paese è immune da questo problema ed è necessario «adottare un approccio di sistema che intervenga a ogni stadio della catena alimentare: dalla produzione, alla lavorazione, alla commercializzazione e al consumo. La nutrizione deve essere considerata una questione di interesse pubblico, una responsabilità dello Stato. I consumatori devono essere messi in condizione di poter scegliere cibo e diete sane», attraverso sistemi di protezione sociale e sistemi educativi dedicati, oltre a pratiche di etichettatura e promozione efficaci e accurate. Secondo il Direttore della Fao, i governi devono incoraggiare la diversificazione della produzione agricola, promuovere una migliore gestione del raccolto, facilitare l’accesso ai mercati dei piccoli produttori poveri e garantire la salubrità del cibo.

  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. sono spontaneamente portato ad associare il sovrappeso e l’obesità al benessere, alla ricchezza ed anche a consumi eccessivi. posto che non è sempre così, perché basta essere condizionati da cattive abitudini, ignoranza, pigrizia, povertà o anche malattie endocrine, per abbandonarsi alla pinguedine, è però pure vero che spesso l’agiatezza muova tanti individui ad esagerare col cibo. si dovrebbe e potrebbe riflettere sull’importanza di trovare soluzioni per andare verso un maggiore equilibrio tra i due versanti dei poteri di spesa, dei ricchi e dei poveri, rappresentabili in una forbice che oggigiorno si allarga sempre più. la materia è complessa e delicata, ma io credo che, in questo, la corruzione, gli accordi commerciali che caratterizzano attualmente il mondo e le strabordanti generosità di certa emolumentazione a dirigenti e manager, alimentando il loro egoismo, abbiano molto probabilmente una forte influenza su tutto ciò.