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OGM: dopo il Vermont, in USA arriva la legge federale sull’etichettatura. Piovono le critiche: “Favorisce l’industria a scapito della trasparenza”

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Gli USA hanno approvato una legge federale molto criticata sull’etichettatura degli OGM

Nei giorni scorsi il Senato degli Stati Uniti ha approvato la nuova legge nazionale sulle indicazioni in etichetta degli organismi geneticamente modificati (GM). La notizia è stata accolta come una svolta  su un tema tanto dibattuto quanto controverso. Anche se il dispositivo dovrà superare ulteriori votazioni,  la legge prevede che le aziende possano scegliere tra differenti modalità: l’indicazione in etichetta, il rimando a un sito internet o l’apposizione di un codice QR da leggere sullo smartphone o su uno strumento situato in negozio. La decisione di una legge nazionale giunge dopo che il Vermont ne ha approvata una entrata in vigore il primo luglio che prevede la dicitura OGM sulla confezione. Secondo l’associazione ambientalista Environmental Working Group, leggi analoghe sono state approvate in Maine e Connecticut, mentre sono state bocciate in California, Colorado e Oregon, probabilmente  anche grazie alle campagne finanziate dalle aziende con 100 milioni di dollari solo nel 2015.

Dopo l’approvazione della prima normativa alcune aziende avevano però reagito: la Campbell aveva iniziato a indicare la presenza di ingredienti GM in gennaio, ed era stata poi seguita da ConAgra, General Mills e da altre. Queste decisioni erano confortate da molti sondaggi che avevano confermato il desiderio dei consumatori di essere informati, ma anche la scarsissima influenza sulla propensione agli acquisti correlata alle scritte sulle etichette. E ora arriva il Bill federale ????.

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Campbell e altre aziende hanno cominciato a indicare spontaneamente la presenza di OGM in etichetta

Secondo molti la proposta di norma nazionale è frutto della pressione delle aziende, che se da un lato sono ormai convinte della necessità di un ordinamento omogeneo, dall’altra cercano di rendere l’indicazione poco comprensibile.  I punti oggetto di critiche sono molteplici come scrive  in un articolo il New York Times. La poca chiarezza su cosa dovrebbe essere sottoposto a norma, dal momento che, gli oli vegetali derivati da sementi GM  così come gli zuccheri di canna non dovrebbero rientrare.

Il testo attuale è destinato  “ai materiali genetici che sono stati modificati in vitro con tecniche di DNA ricombinante e secondo modalità non ottenibili con le normali tecniche di ibridazione” ed esclude tutti gli alimenti con grassi o zuccheri derivati da piante GM, che non contengono frammenti di DNA modificato, come ha specificato la FDA, né altri cibi quali alcuni formaggi, lavorati con enzimi GM. C’è di più: per i trasgressori non è prevista alcuna sanzione, e questo renderebbe di fatto la normativa poco più che un amichevole invito ad adeguarsi a uno standard.

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Non sono previste sanzioni per i trasgressori alla legge.

Nel dibattito è intervenuta la FDA, da sempre contraria all’obbligo e il Department of Agriculture (organo preposto al controllo dell’applicazione della legge. Quest’ultimo ha fatto presente che, se la versione finale fosse simile a quella del Vermont, i prodotti coinvolti sarebbero non meno di 24.000. L’associazione di categoria dei negozianti, la Grocery Manufacturers Association, che nei mesi scorsi aveva perso una battaglia contro la legge del Vermont, non si è schierata in modo netto, ma secondo alcuni politici, sarà ancora  in prima linea in cause, ricorsi e guerre legali volte a smontare la legge.

Vista l’importanza dell’argomento, il giornale dedica al tema l’editoriale  con un commento molto critico. Il board sostiene che si tratta di una normativa voluta dalle grandi aziende per evitare il caos correlato all’approvazione di  diverse leggi nazionali, e ne individua la prova nel fatto che le modalità possibili rendono complicata la comprensione degli ingredienti.

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Intere categorie di ingredienti da colture OGM non sarebbero incluse nella norma USA

La seconda grande falla è l’ambiguità nella definizione di che cosa deve rientrare nella legge. Dal momento che, nella sua versione attuale, la norma consentirebbe a intere, grandi categorie di trovare una via d’uscita del tutto legale, gli editorialisti chiedono che sia fatta chiarezza e un testo chiaro analogo a quello in vigore in Europa e Australia e in una sessantina di paesi. Se insomma è bene proporre una normativa omogenea per tutto il paese – questa la conclusione – c’è ancora molto lavoro da fare.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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12 Commenti

  1. la vittoria contro il palma ha dimostrato che una battaglia basata su una buona e cosciente informazione è la cosa più efficace.

    adesso si passi agli OGM, prima che gli usa aumentino la pressione sull’UE per abbassarne i limiti di importazione e permetterne l’entrata a campo aperto sulle nostre tavole.

    • se solo l’informazione fosse veramente buona e cosciente, gli OGM sarebbero già sulle nostre tavole, come lo sono tutti i prodotti ottenuti con altre tecniche di manipolazione genetica.

  2. Chiediamo a Vincenzo di completare il commento con altre informazioni che lui ha, “su prodotti ottenuti con altre tecniche di manipolazione genetica” e che l’informazione non buona ne cosciente ci comunica e che porterebbe gli alimenti OGM sulle nostre tavole.

    • Marco Magnaterra

      Esattamente

    • Gentile Ezio, praticamente quasi tutto quello che mangiamo è stato ottenuto così.

      La differenza tra un organismo GM ed uno ottenuto per mutagenesi spontanea perchè bombardato di radiazioni qual è? Nessuna, però i primi sono banditi mentre gli altri sono sulle nostre tavole.

  3. gentile Vincenzo, ha ragione lei. l’informazione che funziona dovrebbe comunicare queste cose che lei sa a tutti, in modo tale da rendere più consapevole la gente e, se capace e/o volente, farla reagire secondo idee più attinenti alla realtà.

  4. Gentile Vincenzo, sono da sempre molto critico ed attento alle opere della ricerca, dell’industria, del cibo, della medicina e degli inquinanti ambientali.
    Però non bisogna accumunare trattamenti forzati, volti ad accelerare una mutazione genetica, seppur non spontanea perché non stimolata dalle condizioni ambientali naturali ed un inserimento di DNA estraneo alla razza ed alla specie, peggio se da animale a vegetale.
    Questa modificazione genetica, per quanto forzata da fattori esterni naturali o artificiali, non avverrebbe mai senza inserimenti estranei.
    Non mi piace forzare la natura, ma un conto è una forzatura adattativa ed un altro conto è lo stravolgimento delle specie.
    Non è mai successo in milioni di anni che un’ape posandosi su di un fiore gli trasferisse il suo DNA, ne che un qualsiasi animale brucando erba, causasse un qualsiasi arricchimento genetico animale nell’erba, salvo magari in qualche milioni di anni, lo sviluppo delle spine per non essere mangiata…ma poi ci pensano le giraffe!!

    • Ezio, le rispondo partendo da questa sua affermazione: “…questa modificazione genetica, per quanto forzata da fattori esterni naturali o artificiali, non avverrebbe mai senza inserimenti estranei.”

      Non è così, le mutazione genetiche in natura sono state sempre casuali e pertanto imprevedibili. Ciò ovviamente non vuole dire che siano migliori…

      Capisco che risulta difficile concepire come “naturale” la modifica puntuale di un genoma, ma le assicuro che non è meno naturale di un mutagenesi spontanea o di una indotta.

      E’ solo una forma mentis, che rende alcuni argomenti particolarmente ostici per l’opinione pubblica. Ai tempi di Galileo c’era la disputa sul ruolo della terra e del sole, oggi c’è questa…

    • Roberto La Pira

      Che la mutazione genetica avvenga tra specie animali e vegetali è un fenomeno come si fa per i prodotti alimentari gm è però diffuso mi sembra

  5. Non trasformiamo eventi genetici causali in casuali.
    Le parole s’assomigliano ma il significato è concettualmente diverso.
    In natura nulla è lasciato al caso, ma alla causa che produce un evento più o meno lento e definitivo.
    La casualità è una fantasia solo umana non esistente nella nostra realtà.
    Una pianta di soia o di mais non si trasformerà mai causalmente in un moscerino e viceversa, mentre casualmente è possibile solo nella fantasia umana, che riesce a modificare solo brevi spezzoni di DNA, con risultati a sua insaputa, almeno per qualche millennio.

    • Ezio, nemmeno con l’ingegneria genetica si potrebbe mai trasformare una pianta in un insetto, hai delle idee molto distorte su questo argomento, non oso immaginare dove hai letto o sentito certe cose.

      Se poi ritieni che in natura nulla sia lasciato al caso, vuol dire che stai contrapponendo la scienza ad una sorta si determinismo che puzza di religione, in questo caso meglio abbandonare la discussione.

  6. Vincenzo, in effetti se invece di argomentare preferisci sentenziare ed inquisire i commenti degli altri e definire puzza di religione l’evoluzione genetica solo per difendere la manipolazione genetica artificiale, sono proprio d’accordo con te che è meglio evitare confronti improbabili a questi livelli.