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Anche l’Irlanda sta per introdurre una tassa sulle bevande zuccherate. La soda tax dovrebbe essere del 20% ed entrare in vigore nel 2018

bevande zuccherate
La tassa potrebbe essere del 20% ed è motivata da ragioni sanitarie

Nella legge finanziaria che presenterà il prossimo mese, il governo irlandese intende introdurre una tassa sulle bevande zuccherate, che dovrebbe entrare in funzione nel 2018 e che ha già sollevato le proteste del mondo industriale. La tassa, che potrebbe essere del 20%, è motivata con le preoccupazioni sanitarie legate all’aumento dell’obesità, in particolare tra i bambini: un quarto degli adulti è obeso e più di un terzo è in sovrappeso.

I produttori di bevande, rappresentati dall’Irish Beverage Council, contestano la proposta del governo, giudicata costosa e inefficace per combattere l’obesità, dato che andrà a colpire prodotti che rappresentano solo il 3% delle calorie consumate dagli irlandesi, mentre caricherà sulle famiglie una maggior spesa annua di 60 euro.

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Le bevande zuccherate sono consumate dal 53% dei bambini di quattro anni

Al contrario, secondo l’Irish Heart Foundation, la soda tax è un “provvedimento vitale per la salute pubblica”, dato che le bevande zuccherate, che non hanno alcun valore nutrizionale, sono consumate dal 53% dei bambini di quattro anni e dal 75% di quelli compresi tra i cinque e i diciotto anni d’età.

L’entrata in vigore della soda tax irlandese nel 2018 consentirebbe l’allineamento temporale con la Gran Bretagna, che ha inserito questo provvedimento nel Budget 2016, prevedendo due fasce di tassazione, che andranno a gravare sulle aziende produttrici e non direttamente sui consumatori: una per le bibite contenenti più di 5 grammi di zucchero per ogni 100 millilitri e l’altra per le bibite con più di 8 grammi di zucchero per ogni 100 millilitri. I succhi di frutta naturali, le bibite a base di latte e i piccoli produttori saranno esenti dalla tassa.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Ma perché non tassano la produzione delle aziende produttrici così da disincentivarne l’acquisto? Calerebbe la produzione, aumenterebbero i prezzi e le aziende pagherebbero più tasse.