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Integratore alimentare per bambini Omegor Kids richiamato per rischio chimico: troppa vitamina D3. L’avviso del Ministero della salute

Il Ministero della salute ha diffuso l’avviso del richiamo di tre lotti di un integratore alimentare per bambini per l’eccesso di un nutriente. Si tratta di Omegor Kids, uno sciroppo a base di omega-3 algali DHA, EPA e vitamina D3. Il richiamo riguarda esclusivamente i lotti 170038,170039 e 170267, con termine minimo di conservazione (TMC) 20/1/19 e 31/3/19, venduti in flaconi da 150 ml.

L’integratore è commercializzato dalla U.G.A. Nutraceuticals Srl e prodotto dall’azienda HPI Humana Pharma International SpA. Il motivo della segnalazione è il tenore di vitamina D3 superiore a quanto dichiarato in etichetta. Il ritiro è stato deciso e attuato a scopo precauzionale dall’azienda, che ha informato il Ministero della Salute.

Nell’avviso si raccomanda agli esercenti di cessare la vendita dei lotti indicati dell’integratore alimentare in tutti i negozi e di ritirare le confezioni dal commercio.

Integratore alimentare Questo è il richiamo numero 46 segnalato da Il Fatto Alimentare nel 2017.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo  pubblicato in Italia che  rivela i segreti e le criticità di un sistema che funziona poco e male. Ogni anno in Italia vengono ritirati dagli scaffali dei punti vendita almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. La questione riguarda grandi aziende come Barilla, Mars…, catene di supermercati che commercializzano migliaia di prodotti con i loro marchi (Esselunga, Coop, Carrefour, Auchan, Conad, Lidl, Eurospin…), e anche piccole e medie imprese. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore.

I lettori che hanno fatto una donazione riceveranno in omaggio il libro “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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