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Scandalo glifosato, l’Efsa copia-incolla documenti della Monsanto. Rivelazioni della stampa sul rinnovo dell’autorizzazione Ue all’erbicida

glifosatoAlcune parti importanti del parere scientifico del novembre 2015, con cui l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha stabilito che “è improbabile che il glifosato sia genotossico (cioè che danneggi il DNA) o che rappresenti una minaccia di cancro per l’uomo”, sono state copiate dai documenti delle industrie che avevano chiesto il rinnovo dell’autorizzazione all’erbicida,in scadenza a fine dicembre. In particolare, risultano copiate un centinaio di pagine di un documento del 2012 di Monsanto, presentato all’Efsa dalla Glyphosate Task Force, un consorzio di oltre 20 aziende che commercializzano in Europa prodotti contenenti l’erbicida. Come scritto dal Guardian nel novembre 2015, un “ruolo speciale” di questo consorzio industriale con le autorità di regolamentazione è stato svolto proprio da Monsanto, produttrice del RoundUp, il diserbante a base di glifosato più utilizzato al mondo.

È quanto hanno rivelato contemporaneamente in Italia La Stampa, il britannico The Guardian, il belga La Libre e la radio francese RMC . Tutto ciò avviene tre settimane prima dalla riunione in cui i rappresentanti degli Stati Ue dovranno votare sulla proposta della Commissione europea di rinnovare per dieci anni l’autorizzazione all’impiego dell’erbicida.

Come scrive La Stampa, le pagine copiate dall’Efsa sono cento “sulle circa 4.300 del rapporto finale, ma si tratta delle sezioni più controverse e al centro dell’aspro dibattito degli ultimi mesi, quelle sulla potenziale genotossicità, la cancerogenicità e la tossicità riproduttiva del glifosato”.

Le pagine copiate dall’Efsa sono 100 sulle circa 4.300 del rapporto finale, ma si tratta delle sezioni più controverse

È probabile che il copia-incolla abbia avuto inizio in Germania, nazione incaricata dall’Efsa di predisporre una bozza iniziale di valutazione del rischio. La relazione tedesca, pubblicata nel gennaio 2014 dall’Istituto federale per la valutazione del rischio (BfR), esprimeva parere favorevole. L’aspetto interessante è che il sottosegretario tedesco all’Alimentazione e all’agricoltura, Peter Bleser,  rispondendo a un’interrogazione parlamentare aveva garantito: “La valutazione del rischio sanitario nel RAR (ndr rapporto di valutazione del rinnovo) è basata esclusivamente su valutazioni indipendenti del BfR di tutti gli studi citati”.

Il 4 e 5 ottobre, gli Stati Ue dovranno esprimersi sulla proposta della Commissione europea di rinnovare l’autorizzazione al glifosato per un periodo di 10 anni. La Francia ha già annunciato che voterà contro e questo potrebbe rendere difficile il raggiungimento della maggioranza qualificata di almeno 16 Stati membri (in rappresentanza  di almeno il 65% della popolazione Ue) senza la quale la Commissione non intende procedere, anche potendolo fare.

La maggioranza qualificata era già mancata quando, il 30 giugno 2016, la Commissione aveva deciso una proroga di 18 mesi dell’autorizzazione di impiego del glifosato, in attesa del parere dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA). Il problema era sorto  fronte della disputa scientifica sul livello di cancerogenicità di questo erbicida tra l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo la quale il glifosato è “probabilmente cancerogeno”, e l’Efsa. La proposta di proroga di 18 mesi aveva visto venti paesi a favore, Francia e Malta contro, mentre si erano astenuti Germania, Italia, Portogallo, Austria, Lussemburgo, Bulgaria e Grecia.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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8 Commenti

  1. i sospetti ci sono tutti sull’operato dell’Efsa, anche perché non capisco come si possa cancellare un “probabile cancerogenico” dello Iarc con un semplice colpo di spugna…

  2. Ecco il link per la conclusione della peer-review, questo non è il documento dove hanno “copiato”, ma tutte le conclusioni sono prese in base ai dati che sono riportati in letteratura.
    Quindi quello che è riportato è quello che si sa, punto. Se si vuole a tutti i costi demonizzare qualcuno si può fare, ma non ci sono solide evidenze scientifiche per farlo. http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2017.4979/epdf

  3. ma perchè quando un ente, autorità o chi per esso esprime un parere in linea con il nostro volere è equo e affidabile e quando invece è in disaccordo con le nostre opinioni allora automaticamente c’è il complotto o la compiacenza?
    Dubito che ci siano molte persone tra i lettori che che abbiamo la competenza per valutare un dossier così articolato e complesso la maggior parte si fa un’opinione leggendo qua e la e purtroppo quelli che alzano più la voce sono quelli che partono lancia in resta a condannare a priori.

  4. Ecco questa notizia la farei leggere ai coloro che scrivono “poesie chilometriche” anche su questioni relative ai limiti fissati dall’unione europea quando si parla di prodotti di importazione estera (esempio il grano usato per la
    produzione di pasta) questa è la “sicurezza alimentare” … quella stabilita da certe lobby

    • fabrizio_caiofabricius

      E’ vero , è molto faticoso leggere, studiare e cercare di capire. L’ardua scalata alla conoscenza è roba vecchia, basta con l’illuminismo scientifico, all’homo moderno basta qualche (breve) slogan di attesa postverità contro “il potere” per convincersi di aver capito tutto. E poi c’è sempre la conferma del prestigioso Mago dalle Iene.

  5. aggiungo …poesie chilometriche …..e presunzione …di essere gli unici detentori della conoscenza ….. ipotizzando che gli altri siano tutti ignoranti che “non studiano” ma sopratutto che non cercano di capire….
    per fortuna la realtà è ben diversa……. e la diffusione della conoscenza (oltre che degli slogan) è sempre maggiore
    su un prossimo post aggiungerò una serie di documenti ufficiali che riferiscono di importazioni di grano duro …….anche dall’ucraina ….mi pare che qualcuno qui sul sito aveva riferito fosse una bufala…. ma se no sbaglio qui sul fatto alimentare è stato pubblicato l’articolo circa i controlli sanitari effettuati …….e si parla appunto anche di controlli su grano con tale origine.

  6. Ricordo, a chi se lo dimentica troppo facilmente, che nel dubbio “medico-scientifico” e per nostra fortuna, in Europa vige sempre il principio di precauzione e non il contrario, come vorrebbero alcune multinazionali particolarmente agguerrite ed attrezzate di mezzi ed influenze.
    Nessuna demonizzazione a priori, ma nel dubbio, prudenza nella manipolazione della salute di tutti, bambini, anziani ed ammalati per primi, anche e soprattutto per l’effetto accumulo di sostanze potenzialmente tossiche e cancerogene.
    Efsa prima o poi dovrà approfondire questo aspetto di cui poco si parla, ma che richiede la revisione dei limiti di tossicità di molte sostanze negli alimenti quotidiani più consumati.
    Aspettiamo speranzosi lumi e ricerche da chi ne ha il dovere istituzionale.

  7. fabrizio_caiofabricius

    http://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3524
    pag 30 importazioni di grano duro

    Il grosso delle importazioni negli ultimi anni deriva dai Paesi indicati.

    Certo qualche piccola partita può arrivare da qualsiasi parte del mondo (ma poi bisognerebbe vedere bene la prima origine), ma non significa nulla, non inficia certo la ottima qualità del prodotto Pasta Italiana, di cui dovremmo essere orgogliosi e grati per l’apporto di benessere e immagine che dà all’intero Paese e ai suoi abitanti invece di accanirsi spasmodicamente a cercar col lanternino scandali che non ci sono che finiscono per danneggiare tutti, anche gli agricoltori nazionali.

    La realtà è difficile coglierla nella sua integrità e nei suoi diversi aspetti, e per questo non ci si può limitare a slogan frettolosi ad effetto e spesso fumosi generici e di comodo ma bisogna ricercarla con fatica e umiltà come in genere si fa negli ambienti scientifici con lunghe e noiose descrizioni che si confrontano in ambito internazionale fra ricercatori in buona fede ben diverse dalle sparate mediatiche in malafede in cerca di facile scandalo e demonizzazione, appunto riassunte in suadenti slogan di sicura presa.

    Per le micotossine mi son permesso di dare il mio lungo contributo di conoscenza che non vuol dire certo assoluzione a priori, anzi, ma nemmeno condanne razziste e pregiudizievoli non si capisce poi per quali fini se non quello di metter all’angolo e in cattiva luce nel mondo le 120 industrie pastarie italiane senza nessun ritorno e prospettiva neanche per gli agricoltori che non avrebbero altri sbocchi di vendita e nemmeno informazione corretta per i consumatori frastornati da cotante fake news incontrollate.

    Mi spiace parlarne nel post del Glifosato che conosco meno, ma lo sfottò da stadio non l’ho certo avviato io e cmq il meccanismo di strumentalizzazione di un pericolo reale ma non accertato effettivamente dalla comunità scientifica (la sola in grado di farlo correttamente) è lo stesso.