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Il foie gras torna sulle tavole californiane: un giudice ha bocciato la legge che vietava l’alimentazione forzata delle oche

foie gras
Un giudice in California ha annullato il divieto di alimentazione forzata delle oche per ottenere il foie gras

Un giudice distrettuale di Los Angeles, Stephen Wilson, ha annullato il divieto imposto dalla California alla vendita del foie gras ottenuto dall’alimentazione forzata degli animali. In realtà, la legge californiana, approvata nel 2004 ed entrata in vigore nel luglio 2012, non vietava specificamente la vendita del foie gras, ma di qualsiasi prodotto derivato dall’alimentazione forzata di un uccello, al fine di ampliarne il fegato oltre la dimensione normale. Quindi, in via di principio, il divieto riguardava solo il foie gras prodotto attraverso l’alimentazione forzata, lasciando libera la produzione e la vendita di quello prodotto nel rispetto degli animali, che però rappresenta una parte minima del mercato.

 

In questi dieci anni, ristoratori e produttori hanno percorso varie strade giudiziarie, per invalidare la legge californiana. Prima hanno provato a sostenere che essa interferiva con la libertà di commercio interstatale ma questa tesi ha perso in tribunale e lo scorso settembre la Corte Suprema ha rigettato, senza nemmeno discuterlo, il ricorso presentato da una catena di ristoranti e da produttori di foie gras newyorkesi e canadesi. Senza darsi per vinti, gli stessi ricorrenti hanno tentato un’altra strada, portando di nuovo in tribunale la legge della California, perché violerebbe i limiti imposti agli Stati da un’altra legge federale, il Poultry Product Inspection Act, che disciplina la vendita del pollame e dei suoi prodotti, stabilendo le regole sull’etichettatura, l’imballaggio e gli ingredienti, vietando agli Stati di imporre regole diverse o aggiuntive, che interferiscano con il libero commercio.

 

 Nella  sentenza, il giudice Stephen Wilson ha stabilito che il fegato ingrossato tramite alimentazione forzata deve essere considerato un ingrediente delle oche, respingendo la tesi della California, secondo cui non si tratterebbe di un ingrediente ma di un processo di produzione in fase di allevamento, su cui lo Stato può intervenire con proprie regole. Per il giudice la California ha tentato di regolare gli ingredienti del foie gras intervenendo sulle modalità di produzione, aggirando la legge e andando al di là delle sue competenze. Il procuratore generale della California ha dichiarato che valuterà la possibilità di ricorrere in appello contro la sentenza.

Beniamino Bonardi

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Foto: iStockphoto.com

 

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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