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Usa, la FDA vuole revocare l’autorizzazione ai claim sui benefici cardiaci delle proteine di soia. Gli studi degli ultimi anni sono giunti a conclusioni contrastanti

La statunitense Food and Drug Administration (FDA) ha annunciato l’intenzione di revocare l’autorizzazione concessa nel 1999, che consente di dichiarare sulle confezioni e nella pubblicità delle proteine di soia il loro effetto benefico, perché riducono il rischio di malattie cardiache. La FDA spiega che dopo il 1999 vari studi scientifici sono giunti a conclusioni contrastanti sulla capacità delle proteine di soia di ridurre il colesterolo cattivo nel sangue. La proposta della FDA sarà sottoposta ad una consultazione pubblica per 75 giorni. È la prima volta, da quando nel 1990 l’agenzia ha assunto la responsabilità di autorizzare le dichiarazioni salutiste degli alimenti, che viene proposta la revoca di un’autorizzazione.

Da parte delle organizzazioni dei consumatori arriva un plauso alla proposta della FDA, sostenendo che le precedenti ricerche hanno interpretato erroneamente l’effetto della soia sul colesterolo. Bonnie Liebman, nutrizionista del Center for Science in the Public Interest, spiega che una persona può trarre beneficio sostituendo la carne rossa con la soia ma questo non ha a che fare con proprietà speciali delle proteine di soia.

I produttori, rappresentati dalla Soyfoods Association of North America, si dichiarano invece preoccupati dalla proposta della FDA, sottolineando che altri dodici paesi autorizzano le dichiarazioni sui benefici cardiaci delle proteine di soia. Se la proposta della FDA verrà attuata, i prodotti a base di soia potranno continuare a dichiarare i benefici di queste proteine a livello cardiaco ma dovranno indicare che le prove scientifiche sono limitate. Negli Usa, i prodotti a base di soia sono tra i 200 e i 300mila, e la FDA stima che i costi per modificare le confezioni che riportano dichiarazioni salutiste varieranno tra 370.000 e 860.000 dollari.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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2 Commenti

  1. A volte l’abuso di certe dichiarazioni o la loro incertezza scientifica possono essere “dannose per la salute dei consumatori”. Ben venga che organi scientifici regolatori e di loro riferimento prendano la responsabilità di agire , per la sicurezza alimentare, sulla liceità dell’etichettatura in merito alla salute dei consumatori.

  2. A volte l’abuso di certe dichiarazioni date come certezza scientifica possono essere “dannose per la salute dei consumatori”. Ben vengano organi scientifici regolatori responsabili del loro agire ma non condizionabili dalle industrie alimentari. Guardacaso quando il consumo della carne è in diminuzione ovunque nei paesi occidentali arrivano le revisioni in negativo sulle ricerche in merito alle proteine vegetali.

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