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Gli energy drink hanno maggiori effetti cardiaci della sola caffeina. I risultati di uno studio condotto su militari statunitensi

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Il consumo di energy drink provoca effetti cardiaci e sulla pressione maggiori rispetto alla sola caffeina

Gli energy drink hanno effetti cardiaci e sulla pressione del sangue maggiori rispetto alla sola caffeina e probabilmente questo è dovuto agli ingredienti aggiuntivi che contengono, la cui interazione va ancora approfondita. È quanto rileva uno studio statunitense di fonte militare, pubblicato dalla rivista dal Journal of the American Heart Association e condotto da un team guidato dalla dottoressa Emily Fletcher del US Air Force Medical Center di Travis, in California.

Lo studio è stato realizzato in seguito al diffondersi del consumo di bevande energetiche tra i militari americani, con il 75% che beve un energy drink al giorno e quasi il 15% più di tre lattine, una quantità maggiore di quella utilizzata nello studio. Lo scorso gennaio, il Dipartimento della Difesa aveva diffuso un nota, avvertendo che queste bevande possono provocare disturbi del sonno, pregiudicando le prestazioni durante il giorno e inducendo ad un ulteriore consumo di queste bibite, per combattere lo stato di sonnolenza.

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I militari americani fanno largo uso di energy drink. Quasi il 15% ne consuma più di tre lattine al giorno

Lo studio è partito dal fatto che la Food and Drug Administration Usa (FDA) considera sicura per la maggior parte degli adulti sani una dose giornaliera di caffeina pari a 400 milligrammi. I ricercatori hanno selezionato 18 volontari, che sono stati divisi in due gruppi. Al primo gruppo sono stati somministrati 946 ml di energy drink, cioè una lattina grande normalmente in commercio, mentre al secondo gruppo è stata fatta bere una bevanda contenente l’equivalente quantità di caffeina (320 mg), 40 ml di succo di lime e 40 ml di sciroppo di ciliegia in acqua gassata. I ricercatori hanno misurato l’attività elettrica del cuore e la pressione sanguigna dei volontari dopo una, due, quattro, sei e 24 ore dal consumo delle bevande. Dopo una pausa di sei giorni, i due gruppi sono stati invertiti.

I risultati indicano che, dopo due ore, il gruppo che aveva consumato energy drink mostrava segni di aritmia maggiori rispetto al gruppo di controllo, cioè un intervallo QT corretto di dieci millesecondi più lungo. Per spiegare cosa ciò significhi, la dottoressa Fletcher sottolinea che ci sono farmaci che influenzano l’intervallo QT corretto di sei millisecondi e hanno avvertimenti su questo effetto nelle etichette dei prodotti. Per quanto riguarda la pressione sanguigna, entrambi i gruppi hanno registrato incrementi simili ma in chi aveva consumato bevande con solo caffeina i valori rientravano nella normalità entro le sei ore, mentre in chi aveva bevuto energy drink la pressione arteriosa rimaneva leggermente elevata anche dopo le sei ore. Secondo Fletcher, “questo suggerisce che gli ingredienti diversi dalla caffeina possono avere alcuni effetti alteranti della pressione sanguigna, ma questo richiede un’ulteriore valutazione. Il nostro è uno studio piccolo e ne sono necessari altri per confermare questi risultati”.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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