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Ebook “Articolo 62”

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“Articolo 62: una rivoluzione”

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4 Commenti

  1. Daniele Giovanni Monaco

    Egregio Sign. La Pira,

    forse lei no ha afferrato il mio punto di vista o forse sono stato poco chiaro io. L’eventuale sostituzione dell’olio di palma non renderà comunque un prodotto industriale più genuino e più salutare da consigliare per una sana e corretta alimentazione per cui perché farlo diventare un caso di fondamentale importanza dall’eco mediatico incontrollato ! Poi, a proposito di quanto da me sostenuto nei precedenti interventi le cito un estratto di un articolo della “Società Italiana dell’Obesità” di Lucia Cammisa & Claudio Pagano (Dip. di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università di Padova ) che, a proposito degli acidi grassi trans dice “Anche la raffinazione degli oli, che comprende fasi quali il trattamento termico di deodorazione e la decolorazione con terre acidificate, vengono a formarsi acidi grassi in configurazione trans “. Inoltre aggiungo che gli oli vegetali per l’alta insaturazione dei loro acidi grassi, sono altamente instabili e irrancidiscono facilmente, soprattutto dopo l’esposizione alle alte temperature a cui vengono sottoposti i prodotti da forno in fase di cottura. Inoltre le consiglio di leggere un articolo di rilevanza scientifica sull’argomento che forse non le farà cambiare idea, ma che spero le farà venire qualche dubbio su una controversia mediatica dal mio punto di vista troppo “pubblicizzata” non si sa bene per quale motivo (o chissà magari perché c’è qualche lobby di produttori di semi che hanno interesse ad accaparrarsi anche quella fetta di mercato che attualmente è occupata dalla coltivazione della palma da olio)……….il link è il seguente: http://alimentazione-naturale.blogspot.it/2012/09/olio-di-palma-meno-rischioso-del-burro.html

    Saluti,
    Dr. Daniele Giovanni Monaco (Tecnologo Alimentare)

    • Roberto La Pira

      Nessuna lobby e nessuna crociata, solo informazione e un diritto sacrosanto di poter comprare prodotti senza olio di palma che i nutrizionisti classificano come aterogeno.. Ribadisco un concetto semplice che non trova risposta perché l’olio di palma è stato volutamene nascosto dalle diciture sulle etichette. Basta rispondere a questa domanda per capire tutto. Sulla storia dei trans e dei solventi non la seguo e non sono d’accordo.

  2. PIU’ CHIAREZZA SULL’USO DEI PRODOTTI USATI IN COMMERCIO!! NO AL MONOPOLIO AMERICANO!

  3. Sul problema del l’olio di provenienza comunitaria ,la risposta di Monini mi sembra equilibrata e aggiungo da parte mia:
    Forse dobbiamo pensare che olio di oliva spagnolo, greco o addirittura tunisino sia di per sé cattivo o peggiore del l’olio italiano, solo perché
    Italiano. Allora dobbiamo diffidare per principio del prosciutto spagnolo, della carne o delle patate francesi o olandesi?
    Aggiungo un’osservazione sul km 0: dobbiamo smettere di mangiare banane, mango o papaya solo perché vengono da lontano?
    Se così facessimo incentiveremmo la fuga da quei paesi produttori di tali prodotti da parte dei lavora colà impiegati nel settore agricolo,che resterebbero disoccupati.
    Cordiali saluti.

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