Gli integratori alimentari che contengono DMAA sono stati ritirati da tutti gli spacci militari americani, dopo la morte per arresto cardiaco di due militari che assumevano questi prodotti (vedi link). Adesso la DMAA è al vaglio delle autorità militari americane, che stanno verificandone la sicurezza.

 

La notizia, in apparenza poco interessante, ha dei risvolti importanti per molti consumatori, visto che lo stesso principio attivo sotto accusa è utilizzato in molti integratori da sportivi e culturisti, nonostante il divieto della World Anti Doping Agency, che lo ha classificato come sostanza dopante (come già segnalato sul nostro sito). La cronaca sportiva registra inoltre un episodio di pochi mesi fa, in occasione dei mondiali di atletica in Corea del sud, quando due atleti sono stati messi al bando con l’accusa di doping per avere assunto integratori a base di DMAA.

 

La dimetilamilammina (DMAA), nota anche come metilesanamina e commercializzata con nomi che alludono un’affinità con la pianta del geranio (Geranium Oil o Geranamine), in realtà di naturale non ha niente visto che non è un estratto del geranio ma uno stimolante chimico simile alle anfetamine.

 

Contro uno studio cinese che confermava la presenza del DMAA nell’estratto di geranio, adesso c’è una ricerca australiana pubblicata  sulla rivista Drug Testing and Analysis. Gli autori hanno messo a confronto l’olio di geranio con il DMAA e alcuni supplementi contenenti la sostanza, arrivando alla conclusione che «etichettare il DMAA come un prodotto naturale è solo una strategia di marketing».

 

Secondo lo studio australiano, le affermazioni dei ricercatori cinesi potrebbero dipendere da un’errata identificazione della sostanza o addirittura da un errore di trascrizione. A questo punto l’azienda americana che produce popolari integratori con questo principio attivo (USP  labs) è l’unica ad affermare di «essere in possesso di nuovi dati che attesterebbero l’origine naturale della sostanza».

 

Dell’argomento si è recentemente occupata anche Striscia la notizia (vedi link)che ha mostrato come i prodotti a base di DMAA siano ancora in vendita nel nostro paese. Il problema è che questi prodotti sono venduti su internet o attraverso canali che non offrono sufficienti garanzie di sicurezza, in combinazione con caffeina o altri principi attivi non meglio specificati, aumentandone i rischi per la salute.

 

Paola Emilia Cicerone

 

Foto: Photos.com

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Luigi
Luigi
10 Febbraio 2012 10:30

Ritengo molto interessanti i vostri articolo sul dmaa e vi segnalo che alcuni siti italiani si sono spostati a pochi km oltre il confine di Trieste appositamente per bypassare le leggi sanitarie italiane. Nei forum di questi siti si paragona il dmaa alla caffeina e presenta un catalogo pieno di sostanze illegali e anche dopanti. Ritengo sia un vero affronto per il nostro

a.m.
a.m.
24 Febbraio 2012 21:29

io penso che ogni individuo capace ti intendere possa assumere qualsiasi sostanza desidera se nn deve competere in qualche gara, l’importante e’ informarsi. Possibilmente quei militari usavano dosi eccessive. Anche la stessa caffeina puo avere conseguenze simili ad alte dosi, ma nn viene di certo bandita.

Muscle Nutrition
Muscle Nutrition
26 Marzo 2012 15:45

Siamo un sito OLTRE CONFINE, "vicino" a Trieste, non italiano quindi e ci sentiamo casualmente presi in causa dalle parole di "Luigi" visto che il nostro catalogo da 13 anni comprende SOLAMENTE SOSTANZE LEGALI, acquistate in Europa a norma di legge e vendute in Europa a norma Direttiva Europea 2002/46/CE.

Riteniamo inoltre che tale "casuale ed anonimo" attacco sia per nulla casuale, ma mirato e da parte di un concorrente commerciale sleale che da tempo sta facendo terrorismo mediatico in modo del tutto arbitrario e falso.