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Dimagrire mangiando cioccolata? Una bufala studiata a tavolino. La storia di come è facile costruire e diffondere scienza spazzatura nel campo delle diete

Dimagrire mangiando cioccolata
Dimagrire mangiando cioccolata? Una bufala studiata a tavolino

Il giornalista tedesco John (alias Johannes) Bohannon ha svelato che lo studio sull’alimentazione da lui divulgato alla fine di marzo, secondo cui mangiare quotidianamente cioccolato, mentre si segue una dieta povera di carboidrati, aiuta a perdere peso, non era altro che una bufala scientifica, studiata a tavolino, per mettere in luce come funziona l’informazione mondiale nel campo delle diete e delle proprietà miracolose di vari alimenti. La notizia inattendibile è stata ripresa dai media di almeno venti paesi, e anche in Italia da L’Espresso, in varie lingue, ed è stata comunicata a milioni di lettori e telespettatori.

Il principale autore della “ricerca” non si chiama Johannes Bohannon, del quale su Google non c’è traccia, al di fuori di questa vicenda, ma John. È un giornalista scientifico ma non è un nutrizionista, bensì un laureato in biologia molecolare. Lo scorso dicembre viene contattato da due reporter, che stanno preparando un documentario sulla scienza spazzatura nel campo delle diete, per dimostrare quanto sia facile trasformare in grandi titoli di giornale qualcosa che è solo cattiva scienza.

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Uno studio condotto solo su cinque persone per gruppo non ha nulla di scientifico

Lo studio scientifico, di cui poi sono stati diffusi i risultati, è stato realmente condotto, solo che era del tutto inattendibile. I tre, assistiti da un medico e da un esperto di statistica, hanno reclutato attraverso Facebook quindici persone di Francoforte disponibili a partecipare alla ricerca, dietro un compenso di 150 euro la settimana, con l’impegno a seguire una dieta e a pesarsi quotidianamente. Una volta verificato che nessuno soffrisse di diabete, di disturbi alimentari o di altre malattie che potessero metterli in pericolo, i quindici partecipanti sono stati divisi in tre gruppi, con diete differenti: pochi carboidrati e niente cioccolato, pochi carboidrati e 42 grammi di cioccolato fondente, nessuna dieta particolare. Dopo tre settimane, i tre giornalisti, hanno verificato il peso e rifatto le analisi del sangue, analizzando diciotto parametri. Il risultato è stato che i primi due gruppi con dieta a basso contenuto calorico avevano perso entrambi, in media, 2,2 kg, ma il gruppo che aveva mangiato anche il cioccolato era diminuito del 10% per cento in più e aveva abbassato il livello di colesterolo nel sangue, oltre a migliorare la qualità del sonno. Il terzo gruppo, che aveva continuato a mangiare come in precedenza, non ha registrato variazioni di peso, ma non si sa quale fosse il regime alimentare di queste persone, perché volutamente gli autori della ricerca non gliel’hanno chiesto.

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Per due mesi, la bufala è stata propinata come vera a milioni di persone

Uno studio condotto solo su cinque persone per gruppo, senza che ci sia preoccupati delle differenze di età e di sesso, non ha nulla di scientifico. Come osserva John Bohannon, analizzare un gran numero di variabili (diciotto) su un numero ristretto di persone (cinque) è un modo quasi sicuro di poter ottenere un risultato “statisticamente significativo”. Avrebbe potuto essere la perdita di peso, la qualità del sonno, l’abbassamento della pressione sanguigna o i livelli di sodio, di colesterolo o di proteine nel sangue. Programmare così una ricerca significa avere buone probabilità di ottenere dei falsi positivi. Nel caso di questo studio, le probabilità erano del 60%. Come ciliegina sulla torta, lo studio risultava condotto da ricercatori dell’Institute of Diet and Health, di cui su Google non c’è traccia e che non è nient’altro che un sito web.

Così congegnato, lo studio è stato proposto a venti riviste scientifiche e, nel giro di 24 ore, diverse si sono dichiarate disposte a pubblicarlo. È stata scelta la rivista International Archives of Medicine, che l’ha pubblicato nel giro di due settimane, dietro pagamento di 600 euro, senza cambiare neppure una parola.

A questo punto, gli autori della bufala hanno chiesto l’aiuto di un’amica che lavora nel campo delle public relations in campo scientifico e che li ha istruiti su come preparare un comunicato stampa capace di conquistare i titoli dei mezzi d’informazione generalisti. Il comunicato è stato tradotto in varie lingue e la notizia che il cioccolato aiuta a dimagrire ha iniziato a fare il giro del mondo, partendo dalla prima pagina del quotidiano tedesco Bild, con il comunicato che molte volte è stato semplicemente copiato e incollato dai giornalisti. Quel che mancava nel comunicato era la minuscola differenza di peso (220 grammi) tra i due gruppi che avevano seguito la dieta con e senza cioccolato e il numero dei partecipanti, ma pochissimi giornalisti hanno contatto il principale autore della ricerca per chiedergli quante persone fossero state coinvolte e nessuno ha riportato questo numero. E così, per due mesi, la bufala è stata propinata come vera a milioni di persone.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Questo articolo dovrebbe essere un titolo d’apertura dei maggiori TG, e sulle prime pagine di giornali e riviste, perché la gente si renda conto di quante cavolate ci propinano..