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Gli italiani e la spesa nei supermercati: l’identikit del consumatore moderno secondo una ricerca del Censis

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La ricerca del Censis delinea il profilo del nuovo consumatore

Infedele, iperinformato, pronto a condividere le proprie esperienze di consumo con gli altri, attento al prezzo, ma anche alla qualità: ecco in estrema sintesi qual è l’identikit del nuovo consumatore secondo la ricerca del Censis “Lo sviluppo italiano e il ruolo sociale della distribuzione moderna organizzata”. Lo studio evidenzia come la distribuzione moderna organizzata (Dmo), ovvero super e ipermercati e altri format restano il luogo preferito dagli italiani per fare acquisti, soprattutto gli alimentari (sono 45 milioni quelli che fanno abitualmente la spesa in questi punti vendita).

A partire dal 2008, negli anni difficili, supermercati ed ipermercati sono stati l’ancora di salvezza di tanti cittadini, garantendo un’offerta articolata e sostenibile. Adesso ci sono segnali di ripresa: il potere d’acquisto delle famiglie nel primo trimestre 2017 ha raggiunto il valore più alto dal 2012, ed è aumentato rispetto al trimestre precedente dello 0,8%. La spesa torna a crescere, ma il consumatore esce dalla crisi molto cambiato.

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Il 60,3% degli italiani è infedele sia al punto vendita sia all’insegna della catena e acquista dove più conviene

Aumentano i cosiddetti “infedeli”, cioè coloro che non hanno singoli punti vendita di riferimento o insegne della Dmo a cui si rivolgono sempre. Il 60% degli italiani fa ormai la spesa dove più conviene. Il nuovo consumatore è anche iperinformato (31,7 milioni di italiani leggono i giudizi sui prodotti su social network e blog per decidere se e cosa acquistare). Anche il produttore ha a disposizione informazioni su esperienze di acquisto e di consumo (20,4 milioni di italiani postano commenti personali o raccontano proprie esperienze relative a prodotti, spese, ecc…). L’ultimo aspetto da considerare è l’abbinamento da parte del consumatore dei vari strumenti informativi come i volantini cartacei e le app sugli smartphone.

La grande distribuzione accontenta tutti e lo fa per diverse ragioni. Innanzitutto per la convenienza, visto che il 91% degli italiani (il 95% tra le persone a basso reddito) ritiene importante fare la spesa in punti vendita dove è possibile mantenere il proprio tenore di vita (che per il 26% sarebbe crollato in questi anni di crisi). C’è poi l’aspetto dell’assortimento: nei supermercati l’offerta è ampia e incontra le esigenze di consumi salutisti, etici e di qualità: 46,1 milioni di italiani (17 milioni regolarmente) acquistano prodotti Dop e Igp, 39,8 milioni (13,5 milioni regolarmente) gli alimenti biologici (carne, frutta e verdura), 38,6 milioni (9,4 milioni con regolarità) i beni alimentari del commercio equo e solidale, 25 milioni (8,7 milioni in modo costante) prodotti per particolari esigenze (senza glutine o per l’infanzia) e 31,7 milioni (5,9 milioni regolarmente) quelli etnici. Non mancano i prodotti di gamma medio-alta, come vini e formaggi pregiati che vengono acquistati da 42,2 milioni di italiani (12,9 milioni regolarmente).

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La forza della Dmo è la possibilità di acquistare sia tramite web, sia in modo tradizionale o di combinare entrambi gli aspetti

Secondo i dati del Censis, sono 30,5 milioni gli italiani (8,8 milioni regolarmente) che nell’ultimo anno hanno visto o controllato la presenza di un prodotto nei negozi tradizionali, e poi lo hanno acquistato sul web e 19,6 milioni (5,4 milioni regolarmente) quelli che hanno ordinato prodotti tramite il web e poi li hanno ritirati presso il punto vendita. 14,4 milioni (5,7 milioni regolarmente) hanno invece scelto di farsi consegnare la spesa a casa dopo averla ordinata per telefono o sul web. Questi numeri indicano una sapiente combinazione di fisico e virtuale che fa saltare il vecchio schema di acquisto presso i negozi tradizionali.

I supermercati fisici non spariranno, ma più probabilmente si evolveranno per accontentare le richieste crescenti degli acquirenti. Secondo gli italiani, nel punto vendita del futuro, non dovrebbero mancare nuovi prodotti e servizi a prezzi competitivi (farmaci, carburanti, polizze assicurative: richiesti dal 44%), coupon personalizzati da scontare subito alla cassa (42%), personale preparato e disponibile che aiuti a capire e scegliere velocemente (33%), modalità più rapide e semplici di pagamento (29%), orari di apertura più flessibili e prolungati (sera tardi, domeniche, festivi: 26%), offerte personalizzate recapitate in tempo reale sullo smartphone (21%), disponibilità di servizi utili (posta, banca, lavanderia: 21%). Immancabile anche il wi-fi secondo il 18% degli italiani.

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  Clara Gasparri

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Un commento

  1. Per quel che mi riguarda sono sicuramente informato, attento alla qualità ed anche al prezzo (in quest’ordine); dato che per l’appunto oltre al prezzo basso c’è di più, come raccontavo a suo tempo sul Blog condividendo 😉 le mie esperienze d’acquisto, va da sè che l’infedeltà è relativa dato che i supermercati migliori dal punto di vista etico sono gli stessi che hanno un minore assortimento, per cui è necessario integrare la spesa con incursioni mirate in altri punti vendita. Da parte mia metto Unes al primo posto, seguito secondo le necessità da Esselunga e Coop ed infine Naturasì che obiettivamente a parità di prodotto è veramente caro.