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Cioccolata Buonissima L’Angelica: la pubblicità è ingannevole, censurata dello IAP. Effetti benefici sull’organismo esagerati

L’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, con l’ingiunzione 10/2018 del Comitato di controllo, ha censurato la pubblicità della cioccolata Buonissima a marchio L’Angelica di Coswell Spa, apparsa sul Corriere della Sera del 21 novembre 2017 perché il messaggio viola l’articolo 2 del Codice di autodisciplina.  La decisione focalizza l’attenzione sulla frase “La cioccolata che fa benissimo, è Buonissima”. La pubblicità mostra in primo piano il vasetto della crema alle nocciole e cacao pubblicizzata e una tavoletta di nuova” cioccolata funzionale” dicendo  che ogni gusto corrisponde a una diversa funzionalità, ad esempio: “Buonumore”, “Linea e Bellezza”, “Memoria e funzioni cognitive”, “Tono ed Energia”. Spiega inoltre che per ogni gusto il prodotto contiene “microRepair®”, che offrirebbe “protezione per i tuoi denti”.

Secondo lo Iap, la pubblicità è ingannevole perché il prodotto contiene effettivamente quantità di vitamine e minerali sufficienti a giustificare alcune proprietà salutistiche, ma questo non giustifica la promessa di effetti benefici sull’organismo in maniera assoluta e categorica, tale da poter indurre i consumatori a sovrastimare le proprietà.

Lo Iap ritiene che la pubblicità della cioccolata Buonissima L’angelica sia ingannevole

Il Comitato di controllo ritiene scorretto anche il messaggio in cui si sostiene che la cioccolata “si arricchisce di benessere” perché “arricchita con estratti nutraceutici naturali”. Il Ministero della salute, infatti, non concede la possibilità di associare la presenza di estratti naturali (i cosiddetti “botanicals”) a effetti sull’organismo per gli alimenti, ma solo per gli integratori. Lo Iap considera scorrette anche le espressioni “fa benissimo” e “piacere senza rimorsi”, perché, associandole alla cioccolata, possono generare un “effetto alibi” nel consumatore, convincendolo che il prodotto fa bene alla salute anche se goloso. La cosa è ancora più grave se si considera che nell’inserzione non si fa mai riferimento ai rischi legati al consumo eccessivo di zuccheri e grassi. Considerando proprio il contenuto di zucchero, viene ritenuto ingannevole anche il claim di protezione dei denti, perché potrebbe far credere ai consumatori che la cioccolata pubblicizzata sia immune del rischio carie.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. “Secondo lo Iap, la pubblicità è ingannevole perché il prodotto contiene effettivamente quantità di vitamine e minerali sufficienti a giustificare alcune proprietà salutistiche, ma questo non giustifica la promessa di effetti benefici sull’organismo in maniera assoluta e categorica, tale da poter indurre i consumatori a sovrastimare le proprietà.”
    Tradotto per mia estrema semplificazione: non è una medicina, ma può far bene.
    Senza entrare nel merito del giudizio qualitativo autoattribuito, per le aggiunte di integratori comunemente riconosciuti aventi caratteristiche nutraceutiche, ma solo a scopo di curiosa ricerca e confronto della qualità attribuibile con un’etichetta a semaforo, pongo un quesito molto sintetico ma emblematico ai sostenitori delle indicazioni semaforiche:
    – quale colore indicatore qualitativo si potrebbe attribuire a questa gamma di dolciumi nutraceutici che fanno bene?
    – quale colore, a pari categoria di confronto, si potrebbe attribuire alla Nutella ed altre barrette di cioccolato finissimo in commercio?
    – chi dovrebbe concretamente attribuire tali giudizi, o meglio chi potrebbe autoattribuirsi tali giudizi?
    Ho solo quesiti ai quali non ho ancora trovato risposte convincenti.

    • Giulia Crepaldi
      Giulia Crepaldi

      Gentile Ezio,
      le tavolette di cioccolato in questione, utilizzando il Nutri-Score, otterrebbero “bollini” diversi a seconda del tipo: in particolare quelle fondenti avrebbero una C gialla, mentre quelle al latte una D arancione. Una classica tavoletta “normale” otterrebbe invece una D arancione se fondente e una E rossa se al latte. Ma la differenza di posizionamento non è dovuta all’aggiunta di vitamine e minerali pubblicizzata dal produttore, ma al ridotto contenuto di zuccheri nel cioccolato fondente (sostituito parzialmente da polioli) e dall’aggiunta di una buona quantità di fibre, che migliorano leggermente le caratteristiche nutrizionali dei prodotti.
      La crema spalmabile ottiene una C gialla (la Nutella ha una E rossa), grazie al 50% da nocciole, e ad un contenuto di grassi saturi non eccessivo.
      Le vitamine e minerali NON sono considerati nel calcolo del Nutri-Score, perché altrimenti alle aziende basterebbe aggiungerne una discreta quantità per passare da un colore all’altro del semaforo. Il sistema, invece, considera come fonti di vitamine e minerali positivi il contenuto di frutta, verdura e frutta secca dei prodotti (da qui il risultato della crema spalmabile).
      L’attribuzione dei “bollini” in Francia viene effettuata dall’azienda utilizzando le griglie di attribuzione sviluppate dalle Istituzioni e fornite dai Ministeri competenti (a breve sarà distribuito un algoritmo per semplificare le operazioni). Le aziende che scelgono volontariamente di utilizzare il semaforo devono rispettare scrupolosamente le modalità di impiego (comprese le griglie di attribuzione), altrimenti rischia pesanti sanzioni.

      Lo Iap, comunque, non ha affermato che il prodotto “può fare bene”, anzi ha censurato la pubblicità del prodotto proprio perché, pur utilizzando vitamine e minerali in quantità sufficiente da giustificare alcuni claim salutistici (il cui uso è strettamente regolato), può indurre il consumatore a credere che il prodotto abbia effetti importanti sull’organismo e a sottostimare l’apporto di zuccheri e grassi della cioccolata.
      Questo problema non si verificherebbe se fossero stati definiti i profili nutrizionali previsti dalla normativa europea per l’applicazione dei claim, che avrebbero impedito di utilizzare le diciture proprio per prodotti come la cioccolata, che hanno quantità elevate di zuccheri e grassi saturi.

  2. Grazie per l’analisi e le spiegazioni sul possibile giudizio sintetico semaforico, che comunque lascerà sicuramente insoddisfatto il produttore, dopo tanto impegno per trasformare in nutraceutico un classico alimento voluttuario.
    Per non parlare della Nutella, alla quale la Ferrero non credo desideri associare un bel bollino rosso, visto anche la recente campagna pubblicitaria tutta mirata alla grande qualità della sua creme di nocciole(?), compreso l’ottimo e sostenibile grasso di palma.
    Anche se l’algoritmo potrà essere complesso e comprensivo di molti parametri valutativi, quando lo si riduce ad un solo giudizio sintetico univoco, diventa una drastica condanna o promozione con tre valori intermedi, senza le dovute spiegazioni giustificative.
    A mio parere e per non complicare troppo l’indicazione sintetica, occorrerà abbinare anche la tabella nutrizionale multicolore (stile inglese), per dare un’immediata ed evidente spiegazione simbolica correlata e collegata a quella unica omnivalutativa.
    Questa soluzione della doppia indicazione semaforica non credo complichi troppo la vita ai compilatori delle nuove etichette e potrà (forse) essere meglio accettata da molti produttori e soprattutto compresa anche dai consumatori, se informati.

  3. Buongiorno, trovo molto interessante i commenti e devo dire che a mio modo di vedere definire ” esagerati ” da parte di IAP gli effetti benefici sull’organismo non e corretto, soprattutto dopo l’attenta esposizione di GIULIA CREPALDI.
    Si capisce molto bene che la cioccolata che produce l’angelica è a tutti gli effetti migliore rispetto ai casi citati di ferrero eo altre marche, quindi come giustamente dice EZIO dopo il lavoro che hanno fatto per rendere più salutare il cioccolato credo sia corretto comunicarlo
    Se non comunicano loro che il loro cioccolato fa meglio degli altri chi lo deve fare?.
    Poi e ovvio che stiamo parlando comunque di cioccolato, tale è e tale resta ma cio che e interessante e che senza dubbio quello dell’angelica fa meglio degli altri cioccolati
    Mi sembra che si siano accaniti su ogni claim, dove invece in commercio ci sono un sacco di cioccolate che vengono commercializzate decantandone gli effetti benefici, forse essersi pubblicizzati sulla stampa nazionale ha attratto un po i riflettori, cosa che invece ad altri che vendono nei negozi bio etc magari non succede
    Va be il risultato e che mi ha incuriosito e vedo se trovo un sito internet dove comprarla e provarla, conosco i loro prodotti ( tisane etc ) e li trovo tutti molto buoni e spero che anche la cioccolata sia all’altezza