Home / Tecnologia e Test / Biologico, una startup mette in rete i piccoli produttori. Ecco Biorticello.it, tra portale di e-commerce e blog contadino

Biologico, una startup mette in rete i piccoli produttori. Ecco Biorticello.it, tra portale di e-commerce e blog contadino

Una startup vuole mette in rete i piccoli produttori del biologico. Si chiama Biorticello.it ed è un portale di e-commerce attraverso cui piccole aziende biologiche possono vendere i propri prodotti, che saranno consegnati a domicilio in tutta Italia. Il progetto è partito dal Lazio, dove risiede il quartier generale della startup, ma si è esteso a tutto lo stivale, isole comprese

Come dichiara al magazine Valori Viviana Datti, fondatrice di Biorticello.it nasce per offrire una vetrina a “un mondo fatto di piccoli produttori, contadini veri che faticano e si impegnano ogni giorno per dar vita a prodotti eccezionali ma che, purtroppo, non hanno forza e risorse per raggiungere un pubblico ampio.” Il portale di e-commerce ospita già un centinaio di prodotti, tutti realizzati con metodi artigianali e tradizionali. Dalla pasta all’olio, dalle marmellate alla birra, nessun prodotto è uguale all’altro

La vendita dei prodotti, però, è solo uno degli obiettivi del sito. Quello principale è raccontare la storia e l’esperienza dei produttori. Ecco quindi, che sul portale si raccolgono storie di vita contadina, mentre sul blog si fanno conoscere feste e sagre, che altrimenti rischierebbero di passare inosservate, e si diffondono ricette e consigli per coltivare anche a casa il proprio bio-orticello.

© Riproduzione riservata

* Con Carta di credito (attraverso PayPal). Clicca qui

* Con bonifico bancario: IBAN: IT 77 Q 02008 01622 000110003264

 indicando come causale: sostieni Ilfattoalimentare 2017. Clicca qui

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

Latte UHT parzialmente scremato: il video sul test di Altroconsumo che promuove tutti e 30 i prodotti analizzati

Altroconsumo ha pubblicato un test comparativo sul latte UHT parzialmente scremato, quello, per intenderci, che …

8 Commenti

  1. Meritoria iniziativa che permette di vendere ed acquistare in rete, in modo ben organizzato la produzione bio anche di piccole realtà produttive.
    Da una prima analisi dei prezzi di vendita al privato, la mia impressione è che non siano bassi ma mediamente piuttosto alti, considerando che con la vendita diretta si saltano i due passaggi finali del grossista e del rivenditore finale (un buon 40/50%).
    Se si aggiunge la spesa di trasporto della consegna a domicilio, il conto aumenta ancora soprattutto se si acquista poca merce.
    Sarebbe interessante conoscere quanto dell’incassato riceve veramente il produttore, al netto di tutte le spese di gestione del servizio commerciale del portale.

    • Ciao Ezio, grazie dell’interesse e delle considerazioni. Biorticello nasce da una rete di piccole aziende agricole in Sabina e si è esteso ad altre nel Lazio e in qualche altra altra regione dopo il Salone del Biologico (SANA). Cresciamo lentamente per scelta, selezioniamo le aziende e conosciamo personalmente i produttori, assaggiamo i prodotti, raccontiamo le storie e le loro scelte di vita, realizziamo le foto e favoriamo la promozione e le sinergie di queste piccole realtà.

      Il prezzo è mediamente alto, è vero, proprio per riconoscere ai produttori il loro giusto guadagno e permettere alla rete di gestire il magazzino (ne abbiamo uno nostro che permette di verificare i prodotti e spedire tutto in un unico pacco, liberando i produttori da questa incombenza), promuovere il portale e creare occasioni di scambio. Ma venendo al sodo ti faccio un esempio: la “Confettura extra di bacche di rosa canina” dell’Azienda Agricola I Colli costa al pubblico 5,30 euro e noi paghiamo al produttore 3,75 euro, il ricarico quindi è di 1,55 euro, il 29,2%. Speriamo di riuscire a ridurre ancora questi costi, che per produzioni non industriali sono sicuramente più alti. Sicuramente se i produttori venderanno riusciranno a contenere i prezzi, così come noi i ricarichi.

      Facci sapere se hai qualche idea per migliorare, siamo aperti a valutarle, siamo una rete e ci piace il confronto! A presto, Viviana di Biorticello

  2. Non comprendo la.novità, sinceramente. Per anni (6 per l’esattezza) ho gestito un e-commerce uguale, identico e spiccicato e a Roma di siti come questo ce ne sono almeno altri cinque. Alcuni che si mascherano dietro alla.lotta integrata per spacciare a prezzo maggiorato prodotti.convenzionali e spesso.dozzinali, altri che fanno una politica di prezzo nei riguardi del produttori farinetti’s style (a quanto lo fai? 100. No io al.massimo ti do 30 ma faccio quantità.. prezzo al dettaglio 140!) Alla faccia della.solidarietà! Ma che bella novità!

    • Ciao Giancarlo, non siamo sicuramente gli unici ma lo sforzo è quello di riunire piccole aziende che sono fuori dal “circuito” classico e che non avrebbero i mezzi per raggiungere un piccolo più ampio, soprattutto su internet per mancanza di risorse e tempo. Siamo nati da una rete di piccole aziende agricole che pensano Biorticello possa essere un’occasione per incontrarsi, scambiare buone pratiche, far conoscere e vendere prodotti artigianali, buoni e sani.

      Sul prezzo, come risposto anche a Ezio, la nostra politica è riconoscere al produttore ciò che ritiene sia giusto. È il produttore che decide il prezzo e noi su quello applichiamo il nostro margine. Data la tua esperienza passata, se hai altri suggerimenti sono assolutamente ben accetti. Speriamo di migliorare e crescere (siamo online da meno di tre mesi). Un saluto, Viviana

  3. Decisamente fuori prezzo,da una prima occhiata mi sembra di poter dire che il margine per il servizio commerciale sia altino.Sono sicuramente iniziative buone ma credo che alla fine aiutino ben poco i produttori indipendenti.come non li aiutono colossi tipo Amazon e consimili.che offrono a prezzi bassi con sconti a volte esageratamente bassi.I piccoli produttori devono,giocoforza, puntare sulla vendita diretta,fisica o anche virtuale.Gli intermediari non fanno altro,(legittimamente) che sostituirsi ai rivendori,negozi e grossisti.
    Tra l’altro a dispetto del nome del sito non tutti i prodotti sono certificati bio.
    Antonio

    • ciao Antonio, il margine va dal 10 al 30% al massimo, siamo una rete di piccole aziende agricole, il prezzo serve a coprire i costi dei prodotti delle aziende e delle nostre attività. Sulla certificazione abbiamo fatto una scelta precisa di apertura: la maggior parte delle aziende è comunque certificata, ma abbiamo accolto anche alcune aziende molto piccole che sono auto certificate con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, come la legge prevede si possa fare. Non ci interessa tanto il “pezzo di carta”, ma conoscere i metodi di produzione, sapere se davvero non si utilizza la chimica in nessuna fase. Esistono peraltro dei percorsi molto belli di certificazione partecipata tra aziende, soprattutto in Toscana, li stiamo seguendo e speriamo si allarghino perché prevalga la sostanza invece che la forma. A presto, Viviana di Biorticello

    • gentile Viviana,il margine è legittimo visto che ci lavorate e dovete coprire le spese e guadagnarci,i commercianti di solito applicano un ricarico minimo del 45%.Il mio scetticismo,(sono un piccolo produttore certificato Bio)nasce dalla consapevolezza,acquisita sul campo,che certi valori sono ormai fuori mercato,persino chi se lo può permettere ormai seleziona,vista la scelta attuale dovuta al boom del Bio.Possiamo disquisire e differenziare tra bio industriale e bio artigianale,tra produzioni nazionali o estere.Resta il fatto che il piccolo deve vendere senza intermediari compresi quelli seri e in buona fede come immagino siete voi.Pena l’esclusione dal mercato.Come vedi la mia non è una critica ma una semplice constatazione dell’evoluzione del settore.Riguardo l’autocertificazione a mio parere non ha nessun valore,essere certificati da un “pezzo di carta”implica farsi fare le pulci da: ente cert.,reprressione frodi,uffici regionali che erogano i contributi e Agea ect..
      Aiuguri sinceri

  4. Ancora una volta purtroppo, nel tentativo di valorizzare piccoli produttori virtuosi, si relega la scelta del biologico a una nicchia di consumatori privilegiati con capacità di spesa decisamente fuori del comune. Niente di nuovo insomma https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/la-democratizzazione-del-bio-se-mi-tratti-come-un-pollo-ti-mando-in-vacca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *