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Zero spreco in mensa: la scuola alimentare dei “Bimbisvegli” della Rio Crosio di Asti raccontata da un insegnante

Bimbisvegli
I bambini della scuola Rio Crosio durante il momento del pranzo

Vi proponiamo questa lettera giunta in redazione che illustra un’interessante esperienza che si porta avanti da anni in una scuola in provincia di Asti.

Il progetto “La scuola alimentare: zero spreco in mensa” inizia diversi anni fa nella scuola primaria Rio Crosio di Asti, sotto la guida dei maestri Lina e Giampiero, in 3 classi salvo poi estendersi alla totalità della scuola (18 le classi). A pranzo ogni bambino ha la possibilità di scegliere la propria porzione (piccola, media o grande), in base al proprio appetito. Il tutto è finalizzato a sensibilizzare i bambini sul tema dello spreco alimentare. I risultati oggi sembrano davvero promettenti. Il consumo pro capite è aumentato e il cibo non consumato in mensa viene quotidianamente consegnato a enti che si preoccupano di redistribuirlo in alcune situazioni disagiate del quartiere (il servizio è gestito dal Comune di Asti con la supervisione della Caritas).

Il 7 aprile 2017, presso la scuola Rio Crosio, si terrà un evento mediatico per diffondere quali sono state le tappe e i risultati ottenuti, che così riassume in una lettera Giampiero Monaca, insegnante promotore del progetto “Bimbisvegli” che ha anche un blog dove si raccontano le varie iniziative.

“Insegno in una classe a tempo pieno e tutti i giorni pranziamo insieme. Il momento del pasto lo ritengo un momento di didattica al pari della lezione di storia, matematica o musica. Il nostro motto è “un po’ di tutto e di tutto un po’”: siamo quel che mangiamo e come per i lego occorrono sia i pezzi da due che quelli da sei, così per far crescere armoniosamente il nostro corpo servono tutti gli elementi nutrizionali. Non tutti hanno le stesse esigenze nutritive e certamente non tutti i gusti sono uguali. Abbiamo cercato di organizzare un protocollo che, senza sprecare, conceda quantità personalizzate di cibo (mai comunque meno di metà porzione) e porti tutti ad assaggiare e alimentarsi in modo variato. I bambini descrivono nel dettaglio il nostro modo di pranzare in un breve spot, per cercare di diffondere questa pratica in cui crediamo molto. Sono 10 anni che facciamo così. Anche se inizialmente un po’ derisi e ostacolati, abbiamo comunque continuato ad alimentarci secondo coscienza e fabbisogno: i nostri piatti a fine pasto sono vuoti (e per di più riordinati per non far perdere tempo alle cuoche!). Finalmente anche le leggi si sono accorte dell’assurdità di gettare quotidianamente quintali di alimenti buoni in spazzatura.”

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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