bottiglie vino

vino-amarone-richiamo-auchanCon tre istanze di patteggiamento, una richiesta di rinvio a giudizio e un decreto penale di condanna, si è conclusa l’indagine dei carabinieri del Nipaaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale) e delle stazioni forestali di Verona e Tregnago sulla vendita del vino Amarone contraffatto. Come aveva dato notizia Il Fatto Alimentare, l’investigazione era iniziata nel novembre 2016 con il sequestro, e il conseguente ritiro e richiamo delle bottiglie già vendute dalla catena di supermercati Auchan, del vino DOC Amarone della Valpolicella 2008 “Argento”, che per il prezzo di vendita eccessivamente ribassato (8.49 euro) e il richiamo a un imbottigliatore inesistente aveva destato sospetti sulla contraffazione del prodotto.

Successivamente, come riferisce Verona News, sono state sequestrate durante il trasporto 676 bottiglie di un altro vino Amarone contraffatto allo stesso modo, con la denominazione “Villa Serafin 2004”, che in realtà era un vino giovane derivante da un probabile taglio di varietà Merlot e Cabernet. Il falso Amarone Villa Serafin era commercializzato dall’azienda Your Drink Sas di Roma, che era al corrente della contraffazione.

Intanto, il clamore mediatico seguito al sequestro dell’Amarone Argento aveva indotto un acquirente tedesco a restituirlo, ma poi le bottiglie erano state reimmesse sul mercato italiano ad opera dell’intermediario S.M. Import srl, al quale ne sono state sequestrate 1.194, contraffatte come quelle di Auchan.

Le indagini hanno portato all’azienda Mondello Wines Srl di San Bonifacio (Verona) e all’azienda agricola Desmontà sas. Gli inquirenti hanno accertato illeciti amministrativi per oltre 500 mila euro e stimano che il valore della contraffazione ammonti a circa tre milioni di euro.

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