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Pasta cotta in padella in pochi minuti e “sempre al dente”: la novità di Agnesi Spadelliamo. Comodità a prezzi poco convenienti

Agnesi Spadelliamo è un nuova linea di pasta da cuocere direttamente in padella

Sulla cottura della pasta di semola di grano duro ci sono da sempre indicazioni precise, procedure “ortodosse” che contraddistinguono il culto tutto italiano del primo piatto a base di grano duro. La cottura è considerata un procedimento fondamentale per ottenere una buona pasta e tradizionalmente prevede l’utilizzo di 1 litro d’acqua ogni 100 g di pasta. Un rito, quello della cottura, già messo in discussione sul web, nei blog e con video che insegnano a cuocere direttamente in padella.

La proposta di una pasta da spadellare, in formato e confezione specifica, arriva da Agnesi, una delle marche storiche del mercato della pasta secca di semola, che vanta oltre 2 secoli di storia. Il logo del veliero riporta l’anno di fondazione dell’azienda, il 1824; originario di Imperia, il brand è attualmente di proprietà della Colussi.

Agnesi Spadelliamo è la marca di due formati di pasta (fusilli e sedanini), innovativa per la modalità di preparazione, che “si cuoce in padella in 3 minuti insieme al sugo”, “senza bollire senza scolare” ed è “sempre al dente, always ‘al dente’”.  Se le istruzioni non bastano, ci sono anche le immagini in etichetta a spiegare cosa fare e non fare.

Si potrebbe pensare ad un prodotto precotto, ma sulla fiancata della confezione è chiaramente indicato che si tratta di una classica pasta di grano duro, che grazie allo speciale formato, può essere cucinata in pochissimi minuti saltandola direttamente in padella insieme al sugo. Volendo si può cuocere anche al microonde; in entrambi i casi la pasta, il condimento e l’acqua vanno messi insieme, l’importante è che fusilli e sedanini siano ben coperti dal liquido.

Il prodotto è sicuramente indirizzato all’estero (tutto è spiegato sia in italiano sia in inglese), dove è più facile proporre una cottura alternativa a quella tradizionale anche per la pasta di semola. Nella descrizione del prodotto viene segnalata non soltanto la rapidità di cottura ma anche il fatto che la cottura in padella dà “più gusto alla tua pasta!” perché si cuoce con il sugo.

La pasta, in confezione da 400 grammi, è stata acquistata in un negozio di vicinato a 1,70 euro, quindi a più di 4 euro al kg. Il formato speciale (adatto alla cottura in padella), la velocità di preparazione e la novità, i tre elementi che contraddistinguono Agnesi Spadelliamo fanno lievitare il prezzo rispetto alla pasta di semola.

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  Valeria Torazza

Valeria Torazza
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4 Commenti

  1. Operaia arrabbiata

    Peccato che questa pasta veniva prodotta a Imperia ma il pastificio è stato chiuso … Il signor colussi potrebbe almeno smettere di sbandierare la storia e il prestigio di un azienda che portato al collasso solo per interessi economici

  2. Da un sito come il vostro mi aspetterei qualcosa di più di un annuncio, velatamente pubblicitario, su questo nuovo tipo di pasta. Primo, come giustamente sottolinea l’altro commento, non parlate dello storico stabilimento Agnesi da poco chiuso, quindi non vi domandate dove e come (cioè in che stabilimento, con che metodi e con quale eventuale essiccazione o precottura) venga prodotta questa pasta. Secondo, trovo difficile che un normale, cioè non modificato in alcun modo, formato di fusilli/sedanini sia così facile da cucinare in padella nel giro di 3 minuti senza passare prima dal bollore in pentola. Terzo, da voi
    mi aspetterei almeno una prova pratica, cioè una cottura in padella della suddetta pasta, con relative impressioni da parte di un esperto di pasta. Altrimenti, è una notizia che si può trovare tranquillamente su qualsiasi blog di cucina….

  3. Tutto fa pensare che sia una pasta essiccata ad alta temperatura (110-130°C.), quindi precotta (parboiled) secondo le nuove tendenze di essiccazione industriale spinta per risparmiare tempo e denaro, ma anche migliorare la tenuta della pasta al dente.
    E’ un’ ipotesi, che Il Fatto dovrebbe accertare e che comunque autorizza il produttore a non definirla precotta, in quanto probabilmente essiccata ad alta temperatura.
    Come se questo procedimento non sia una precottura perché coincide con la fase di essiccazione, ma i termini sono molto liberamente interpretabili, almeno in Italia.

  4. Rimando i lettori ad un articolo de Il Fatto sul tema pasta precotta: http://www.ilfattoalimentare.it/pasta-italiana-non-scuoce-precotta.html
    Posso sbagliare, ma questa pasta potrebbe essere essiccata ad alta temperatura e per un tempo adeguato a gelatinizzare l’amido. Il colore sbianca il sapore diventa più neutro e piatto, praticamente precotta.
    Riporto il commento di Luca Palandri che indicava come verificare l’ipotesi:
    “La pasta in essiccazione sviluppa una sostanza che non esiste in natura, la furosina, e la quantità di questa sostanza è direttamente proporzionale alla temperatura utilizzata.”